Studio Teologico San Paolo

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Iscrizioni relative al culto dei Santi

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1.     Iscrizione di Euskia. Inizi V secolo.

Siracusa, MAR 14600. Da San Giovanni. Lastra di marmo. Agnello 1953, n. 20;  IGCVO 456/458.

 

Euvski,a( h` a;mentoj( zh,sa$sa%

crhstw/j kai. semnÉw/Ëj e;th

3                pli/o$n% e;latton ke´\ avneÄ

pau,seto th/| e`orth/| th/j kuÄ

ri,aj mou Louki,aj eivj h]n

6                ouvk e;stin evnkw,meion

eivpei/n\ crhsteianh. pisÄ

th. te,lioj ou=sa euvcaÄ

9                ristou/sa tw/| eivdi,w| avnÄ

dri. polla.j euvcarisÄ

ti,aj A staurogramma w euvome@i,lhtoj#)

 

«Euskia, l’irreprensibile, vissuta bene ed in maniera veneranda, più o meno 25 anni, riposò nella festa della mia signora Lucia, nei confronti della quale non è possibile esprimere un encomio (adeguato), cristiana, fedele, perfetta, grata al proprio marito con molte espressioni di gratitudine, affabile»

 

 

2.     Iscrizione di Agathon. IV sec.

Catania, Museo Civico di Castel Ursino, 231. Probabilmente da Catania. Lastra di marmo. IG xiv, 525; Agnello 1953, n. 106; IGCVO 1042; Korhonen 2004, n. 174.

 

 [Apasa ge/a kai. platoi.j avh.r

genÉnËa/| soi( Qa,nate)

3                vExapi,nhj mou to. bre,foj h[rpase@j\ h=#

tij avna,nkhÈ eiv ga.r e;ghra( ouvcei, son @h=nÈ#

chrismon  vEgenhqh o` ku,rij  vAga,qwn pr¿o.À ie´ chrismon

6                kalandw/n noenbri,wn h`me,ra| Kro,@nou(#

e;zh¿seÀ mh/¿najÀ i´( avpe,qane pr¿o.À i´ kalandw/n septenbri,@wn#

h`me,ra| h`li,ou) Kuri,a  vAga,qh( eivrh,nh¿nÀ  vAga,@qwni#)

 

«Tutta la terra ed il vasto etere generano per te, o Morte. All’improvviso mi hai strappato il bambino. Che bisogno c’era? Se fosse invecchiato non sarebbe stato (pur sempre) tuo? Nacque il Signore Agathon 15 giorni prima delle calende di novembre nel giorno di Kronos. Visse 11 mesi; morì 10 giorni prima delle calende di settembre nel giorno del Sole. Signora Agata (dona) la pace ad Agathon»

 

 

3.      Iscrizione di Loukiphera. V sec.

Dove ? Da Ustica. Lastra. IG xiv, 592.

 

Loukife,r@a#

avÉpe,Ëqanen @th/|#

3                kuri,aj  vAÄ

ga,qhj)

 

«Loukiphera morì nel giorno della Signora Agata»

 

 

4.     Iscrizione di Iulia Florentina. Primo terzo del IV sec.

Parigi, Louvre, Ma 2994. Da Catania (area di villa Rizzari). Lastra di marmo lunense. CIL x, 7112; ILCV 1549 e sub 2160; Agnello 1953, n. 85.

 

Iuliae Florentinae infan[t]i dulcissimae atq(ue) in-

nocentissimae, fideli factae, parens conlocavit

3             quae pridie nonas martias ante lucem pacana

nata Zoilo corr(ectore) p(rovinciae), mense octavo decimo et vices[i]-

ma secunda die completis fidelis facta, hora no-

6             ctis octava ultimum spiritum agens supervixit

horis quattuor ita ut consueta repeteret, ac de-

[f]uncta Hyble hora die[i] prima septimum kal(endas)

9             octobres. Cuius occasum cum uterq(ue) parens om-

ni momento fleret, p[e]r noctem Maiestatis

vox extitit, quae defunctam lamen[t]ari prohi-

12           beret. Cuius corpus pro foribus martXPorum cua x

loculo suo per prosbiterum huma-

tu[m] e[st], iiii non(as) oct(o)br(es).

 

«A Iulia Florentina, infante dolcissima e innocentissima, divenuta fedele, il padre pose; lei, il giorno prima delle none di marzo prima del far del giorno, nata pagana, mentre Zoilus era correttore della provincia, a 18 mesi e a 22 giorni compiuti divenuta fedele, all’ora ottava della notte rendendo l’ultimo sospiro, sopravvisse quattro ore sì da ripetere gli atti consueti, e morì a Ibla la prima ora del giorno, sette giorni prima delle calende di ottobre (i.e. il 25 settembre). Entrambi i genitori non cessavano di piangere in ogni momento la sua morte, (ma) nella notte si levò la voce della Maestà che proibiva di piangere la defunta. Il suo corpo (si trova) davanti alle porte dei martiri di Cristo, dove, nel proprio loculo – il decimo –, è stato inumato per mezzo del presbitero il 4 delle none di ottobre (i.e. il 4 ottobre)»